top of page

Permesso di Soggiorno per Richiesta Asilo: come richiederlo

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il permesso di soggiorno può essere rilasciato quando venga riconosciuto un fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche, ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951 (il pilastro internazionale del diritto dei rifugiati), della legislazione europea e del Decreto Legislativo n. 251/2007 (che recepisce la Direttiva Qualifica nell'ordinamento italiano).


Il primo passo: La Domanda

Come primo passo, è necessario presentare la domanda di protezione internazionale presso la Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale competente. La richiesta può essere presentata direttamente dall'interessato o tramite un avvocato specializzato, un'associazione o un centro di accoglienza. Una volta formalizzata la manifestazione di volontà, si verrà convocati per l'inizio della procedura e la compilazione del Modello C3 (Formulario C3).

Sul Modello C3: Si tratta del modulo ufficiale (di circa 40 pagine) in cui il richiedente inserisce i propri dati e la storia della propria persecuzione. Se non si parla la lingua locale, la legge garantisce il diritto all'assistenza di un mediatore culturale/linguistico che, insieme al proprio avvocato di immigrazione, aiuterà a compilare correttamente il modulo.

Successivamente, la Commissione Territoriale fisserà un colloquio (intervista) per approfondire le circostanze e il rischio in caso di rientro nel Paese di origine.


Validità e Diritti Durante la Procedura


Il Permesso di Soggiorno per Richiesta Asilo ha, per legge, una validità di 6 mesi ed è rinnovabile fino alla decisione finale della Commissione Territoriale (o fino alla conclusione di eventuali ricorsi giudiziari).

Ciò significa che, durante la procedura di accertamento del diritto d'asilo, si ha diritto alla regolare permanenza sul territorio. Per il rinnovo è sufficiente presentare una prova di dimora valida, come un contratto di locazione, un atto di compravendita immobiliare o un contratto di comodato d'uso.

Questo permesso consente inoltre l'iscrizione all'anagrafe comunale (iscrizione anagrafica), necessaria per l'ottenimento della residenza ufficiale e per l'accesso a diversi servizi, tra cui:


  • Sistema sanitario e iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN);

  • Istruzione e iscrizione a scuole/università;

  • Svolgimento di attività lavorativa subordinata o autonoma;

  • Prestazioni assistenziali;

  • Accesso al pubblico impiego (qualora la protezione venga successivamente riconosciuta).


Quando lo status di rifugiato viene formalmente riconosciuto, lo Stato italiano rilascia un documento equivalente al passaporto, denominato Titolo di Viaggio per Rifugiati.


Ricongiungimento Familiare


Chi ottiene la protezione internazionale con il riconoscimento dello status di rifugiato può richiedere il ricongiungimento familiare tramite procedure agevolate. Questa possibilità non si applica a chi ha ancora soltanto la richiesta di asilo pendente. Possono beneficiare del ricongiungimento:


  • Il coniuge;

  • I figli minori di età (anche adottivi, affidati o sottoposti a tutela);

  • I figli maggiorenni totalmente invalidi e a carico;

  • I genitori, nei casi specifici previsti della legge.


Ai sensi dell'articolo 29 e seguenti del Decreto Legislativo n. 286/98 (Testo Unico Immigrazione), i rifugiati politici godono di un regime di favore: sono esenti dalla dimostrazione dei requisiti di reddito minimo e di idoneità alloggiativa, che sono invece obbligatori per tutte le altre categorie di visti o permessi di soggiorno per stranieri.


Prestazioni Assistenziali e Agevolazioni per la Cittadinanza Italiana


Il titolare del permesso di soggiorno per asilo politico ha pieno accesso a determinate prestazioni assistenziali dell'INPS, come l'assegno sociale e l'assegno di maternità.

Inoltre, i titolari dello status di rifugiato beneficiano di uno dei più grandi vantaggi previsti dalla legge italiana: una procedura d'urgenza per l'ottenimento della cittadinanza italiana.

Mentre uno straniero extra-comunitario comune deve dimostrare 10 anni di residenza legale per richiedere la cittadinanza per naturalizzazione, l'Articolo 9, lettera e, della Legge n. 91/1992 riduce questo termine a soli 5 anni di residenza legale per chi ha ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato.

Nota: Si ricorda che la Commissione Territoriale può concedere anche altri tipi di protezione, come la Protezione Sussidiaria o forme di protezione speciale (sebbene le recenti riforme legislative abbiano fortemente limitato quest'ultima categoria).


Desidera visionare il Modello C3 che dovrà essere compilato in Questura per formalizzare la richiesta di asilo?


Contatti il nostro avvocato esperto in immigrazione per richiedere maggiori informazioni all'indirizzo e-mail: avv.lecioli@gmail.com.

 
 
bottom of page